DISABILITÀ

Definizione (art. 1 (2) Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità)

Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri.

UNA PANORAMICA DELLE DIVERSE TIPOLOGIE DI DISABILITÀ E CONSIGLI UTILI AI FINI RELAZIONALI

DISABILITÀ MOTORIA

Esiste un’ampia varietà di disabilità motorie che originano da condizioni congenite, traumatiche o disturbi neuromuscolari progressivi: esse includono infatti diverse condizioni mediche quali lesioni del midollo spinale (paraplegia o quadriplegia), paralisi cerebrale, spina bifida, amputazioni, distrofia muscolare, disturbi cardiaci, fibrosi cistica, paralisi, esiti invalidati della poliomielite e ictus. 

Esse provocano riduzioni del funzionamento che di norma vengono corrette con l’uso di protesi, di apparecchi ortopedici e che, nei casi più gravi, richiedono l’uso della sedia a rotelle.

CONSIGLI PRATICI: modalità relazionali e di comunicazione, superamento delle barriere PERSONE IN CARROZZINA

  1. Guarda direttamente la persona, per lunghe conversazioni piegati sulle ginocchia o prendi una sedia;
  2. Se sei dietro un bancone o una scrivania eccessivamente alta per comunicare agevolmente, gira dalla parte della persona in carrozzina.
  3. Offri aiuto ad aprire porte pesanti o a raccogliere oggetti caduti a terra, chiedi se ha bisogno di aiuto a raggiungere qualsiasi cosa che non sia ad un livello accessibile.
  4. Non appoggiarti e non spingere la carrozzina prima di aver chiesto il permesso: la carrozzina è come un estensione del corpo della persona, anche poggiare il piede sulla ruota non è rispettoso.
  5. Non posizionare la carrozzina in modo che la persona si trovi davanti ad un muro o qualsiasi altro ostacolo.
  6. Parla utilizzando un tono di voce normale.
  7. Sentiti libero di utilizzare espressioni come “cammina da questa parte”, le persone in carrozzina le usano spesso.
  8. Non dare per scontato che la persona non possa compiere una determinata azione, è sempre meglio chiedere prima di aiutare, aspettare la risposta e ascoltare attentamente le istruzioni che vengono date: la persona con disabilità sa quale sia il modo più sicuro ed efficace per svolgere quell’azione.
  9. Ricorda che alcune persone con problemi motori posso avere difficoltà o essere impossibilitati a manipolare oggetti, girare le pagine, scrivere con una penna o una matita.

 – PERSONE CON DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE

  1. Patologie agli arti possono rendere difficile il movimento ed il mantenimento dell’equilibrio.
  2. Quando possibile offri una sedia.
  3.  Offri aiuto ad aprire porte pesanti o a raccogliere oggetti caduti a terra.
  4. Considera che le persone con ausili per la deambulazione potrebbero avere difficoltà ad usare le mani mentre stanno in piedi, inoltre alcuni disturbi potrebbero ridurre la capacità di reggere e afferrare, manipolare oggetti, girare le pagine, scrivere con una penna o una matita.
  5. Persone che hanno subito amputazioni, soffrono di artrite ecc. potrebbero avere una maggiore sensibilità al tatto o addirittura provare dolore: è sempre meglio chiedere prima di prendere qualsiasi iniziativa.
  6. Considera che molte persone con difficoltà di deambulazione preferiscono usare l’ascensore, se disponibile, piuttosto che le scale o le scale mobili.
  7. Percorrere lunghe distanze potrebbe essere difficile o impossibile.

– DISABILITÀ SENSORIALE

Comprende diverse tipologie di disabilità tra cui le più diffuse sono la DISABILITA’ UDITIVA, la DISABILITA’VISIVA e la SORDOCECITÀ

– DISABILITÀ UDITIVA

Perdita totale (sordità) o parziale (ipoacusia) del senso dell’udito dovuta a cause congenite, infettive, traumatiche, tossiche ecc. Si parla di ipoacusia nel momento in cui la perdita del senso dell’udito è superiore a 25 decibel.

CONSIGLI PRATICI: modalità relazionali e di comunicazione, superamento delle barriereI disturbi dell’udito creano difficoltà a comprendere istruzioni  in ambienti api e aperti, se l’acustica causa echi o se si parla rapidamente, in modo poco chiaro o sottovoce; possono creare difficoltà a partecipare o seguire discussioni di gruppo.

  1. Mettiti di fronte alla persona e parlale direttamente (anche in presenza di  un  interprete), posizionati di fronte alla luce e tieni le mani lontane dalla bocca.
  2. Chiedi alla persona come preferisce comunicare (linguaggio dei segni/comunicazione visiva, linguaggio parlato, lettura labiale, messaggi scritti etc.).
  3. Persone con una severa perdita uditiva o coloro che hanno sviluppato la sordità in età adulta potrebbero beneficiare dell’ausilio di segnaletica supportava o informazioni in forma scritta, se disponibili.
  4. Attira l’attenzione di una persona con problemi uditivi toccando leggermente la spalla o facendo indicazioni con la mano.
  5. Usa un normale tono di voce per facilitare la lettura labiale, parla lentamente e usa segnali e movimenti del corpo per farti capire, cerca di utilizzare altre parole se la persona non ti capisce; puoi scrivere brevi messaggi o fare disegni se facilita la comunicazione.

– DISABILITÀ VISIVA

Perdita totale (cecità) o parziale (ipovisione) del senso della vista dovuta a cause congenite, progressive ereditarie, traumatiche, virali ecc. Si parla di ipovisione nel momento in cui la perdita del senso della vista è superiore a 3/10. Generalmente è possibile riconoscere le persone cieche o ipovedenti dal fatto che potrebbero indossare degli occhiali scuri e/o utilizzare un bastone bianco e/o essere accompagnate da un cane guida con il guinzaglio e il manico bianchi.

CONSIGLI PRATICI: modalità relazionali e di comunicazione, superamento delle barriereConsidera che per persone con una riduzione dell’acutezza visiva, il materiale stampato con un carattere standard potrebbe essere troppo piccolo per essere letto, per cui potrebbero necessitare di testi stampati in un formato maggiore, con un forte contrasto tra la scritta e lo sfondo. Persone con cecità congenita potrebbero avere difficoltà a comprendere descrizioni di concetti astratti o che richiamano immagini.

  1.  Quando parli ad una persona cieca o ipovedente, introduciti spiegando la tua posizione e parlagli direttamente.
  2. Comunica sempre alla persona cieca o ipovedente quando ti allontani, potrebbe non accorgersene: dai indicazioni su quanto tempo starai via, se ti devi allontanare per un lungo periodo, dai informazioni su luogo in cui può trovare assistenza durante la tua assenza. I cambiamenti ed altre situazioni inattese devono essergli comunicate il più presto possibile.
  3. Chiedi sempre ad una persona cieca o ipovedente se ha bisogno d’aiuto: potrebbero anche non avere bisogno di alcuna assistenza. Mai afferrarlo e condurlo.
  4. Chiedi sempre come preferisce essere guidato: alcuni preferiscono che gli venga porto il braccio, altri essere guidati verbalmente.
  5. Un cane guida con l’imbracatura è un animale al lavoro: non deve essere distratto né nutrito ne bisogna cercare di guidarlo senza chiedere. Bisogna posizionarsi accanto alla persona, dal lato opposto del cane.
  6. Dai indicazioni su cambiamenti della superficie del suolo, spiega l’origine di rumori forti e spiega le caratteristiche di gradini e porte.
  7. Chiedi se vuole essere orientato nello spazio e quando lo descrivi non utilizzare espressioni generiche come “laggiù” ma più precise come “di fronte a te, a ore 9” ad esempio e tieni presente che una persona cieca non può contare su gesti o espressioni facciali.
  8. Non spingere mai la persona verso la sedia, ma descrivigli la sedia e metti la sua mano sulla spalliera, i braccioli o la seduta e spiega in che direzione è posta la sedia.
  9. Quando gli porgi qualcosa, descrivi di cosa si tratta e posizionalo tra le sue mani o porta le sue mani verso l’oggetto.
  10. Sentiti libero di usare espressioni visive come “guarda” o “vedi”, sono comunemente usate da persone che non vedono.

 – SORDO-CECITÀ

Vengono considerate sordo-cieche le persone che presentano una riduzione combinata di dell’udito e della vista che causano difficoltà di comunicazione, mobilità e accesso all’informazione. Generalmente è possibile riconoscere le persone sordo-cieche perché utilizzano un bastone a strisce arancioni e bianche e potrebbero essere accompagnate da un cane guida con il guinzaglio  ed il manico arancioni.CONSIGLI PRATICI: modalità relazionali e di comunicazione, superamento delle barriere

  1.  Toccalo leggermente sulla spalla per attirare la sua attenzione.
  2. Chiedi alla persona come preferisce comunicare e prendi tempo per essere sicuro che la persona capisca.
  3. Se preferisce comunicare attraverso la lettura labiale o il linguaggio dei segni, assicurati che il tuo viso sia ben illuminato; se preferisce comunicare in forma scritta assicurati che i caratteri siano abbastanza grandi e di un colore che contrasti con la carta.
  4. Alcune persone potrebbero usare un alfabetiere braille che vi porgeranno  e voi dovrete porre il loro dito sulla versione braille della lettera.

 – DISABILITÀ COGNITIVA

La disabilità cognitiva è caratterizzata da un ritardo mentale che può essere lieve, grave o profondo, essa causa nel soggetto difficoltà o incapacità di affrontare e risolvere problemi, anche se molto semplici, o adattarsi velocemente ad alcune novità. Possono essere state originate da cause di varia natura:

1) condizioni presenti dalla nascita es. condizioni genetiche (sindrome di down);

2) danno cerebrale e demenza es. alzheimer.

Due degli aspetti più seri delle disabilità cognitive riguardano:

  1.  le disabilità dello sviluppo, come l’autismo, che incidono sulle capacità di relazione e interazione con gli altri e su comunicazione e linguaggio.
  2. le disabilità nell’apprendimento che possono riguardare la memoria, la percezione, la capacità di comprensione dei concetti e di risoluzione di problemi.

CONSIGLI PRATICI: modalità relazionali e di comunicazione, superamento delle barriere

Considera che le persone con disturbi dell’apprendimento hanno spesso difficoltà nel coordinamento, nella gestione del tempo, di attenzione, velocità di processa mento, maturità emotiva e memoria ed hanno difficoltà a tollerare il cambiamento.

  1. Usa espressioni concrete e non dare alcun concetto per scontato.
  2. Usa parole brevi e semplici, evita i termini direzionali (destra/sinistra).
  3. Evita di dare troppe informazioni alla volta: una frase non dovrebbe contenere più di un’idea.
  4. Fai una domanda alla volta e lasciagli il tempo di rispondere, cerca di essere rassicurante.
  5. Considera che potrebbero avere difficoltà nel leggere le notizie: potrebbe essere utile spiegarle in modo accessibile o fornirle in easy language.

 – DISABILITÀ PSICHICA

Il termine disabilità psichica viene usato per disturbi mentali che interferiscono significativamente sul funzionamento nelle principali attività della vita, quali l’apprendimento, il lavoro, la comunicazione ecc. Le forme di disabilità psichica più comuni sono i disturbi d’ansia, i disturbi dell’umore e le psicosi.

CONSIGLI PRATICI: modalità relazionali e di comunicazione, superamento delle barriere

  1.  Le istruzioni potrebbero essere comprese meglio se scomposte in piccoli compiti.
  2. Assicurati di non invadere il loro spazio personale (in qualcuni potrebbe determinare ansietà).
  3. Non essere evasivo e non invitare la persona a rivolgersi a qualcun altro per evitare di generare rabbia.
  4. A volte potrebbe essere necessario stabilire dei limiti “ho solo 5 minuti per parlare con te” o “se ti agiti non riesco a parlarti”.
  5. Cerca di essere accogliente e rassicurante.

 – DISTURBI DEL LINGUAGGIO

Alle disabilità mentali e psichiche sono associati in moltissimi casi anche gravi disturbi del linguaggio.

  1. Non date per scontato che la persona abbia anche disturbi dell’apprendimento.
  2. Siate pazienti, ripetete quello che avete capito e se non capite cosa vi dice fateglielo presente.
  3. Non cercate di completare le frasi se la persona parla lentamente.
  4. Se la persona ha eccessive difficoltà nel parlare, fate domande che richiedono una risposta breve.

 – DISABILITÀ INVISIBILI

Le disabilità invisibili sono disabilità che non si notano immediatamente: ad esempio persone con riduzioni della vista o dell’udito che non indossano gli occhiali o la protesi acustica, potrebbero non apparire immediatamente come disabili, così come patologie quali il dolore cronico, disabilità mentali e psichiche ma anche malattie croniche quali diabete, insufficienza renale nel momento in cui impediscono significativamente le normali attività giornaliere.

CONSIGLI PRATICI: modalità relazionali e di comunicazione, superamento delle barriere

  1. Esiste un’ampia gamma di disabilità invisibili che necessitano di diverse forme di assistenza: incoraggiare le persone ad esprimere i loro bisogni.
  2. spesso le persone con disabilità invisibili non amano parlare della propria disabilità.

 – Approccio generale

Le persone non sono uguali fino a quando non vengono trattate come se fossero uguali, occorre dunque ognuno dovrebbe interiorizzare i suggerimenti generali che seguono: 
la persona non è la disabilità – quando si interagisce con la persona  con disabilità occorre focalizzarsi sulla PERSONA  piuttosto che sulla disabilità;

  1. evitare atteggiamenti compassionevoli;
  2. comunicare direttamente con la persona;
  3. chiedere sempre se la persona ha bisogno di assistenza ed incoraggiarla ad esporre i propri bisogni ed il tipo di assistenza necessaria;
  4. tenere a mente che non solo esistono diversi tipi di disabilità ma che ogni persona è diversa dall’altra.


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