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Categoria DISABILE IN…FORMA

Il senso di ogni cosa

Il senso di ogni cosa

Vi siete mai fermati a pensare su voi stessi? Su chi siete realmente o cosa vorreste dalla vita? A volte dobbiamo perderci del tutto per ri-trovarci. Questa pandemia, questi momenti di sconforto dovevano essere la forza maggiore per le persone che sono distanti, anche dentro se stesse. Ma per alcuni sono stati devastanti. Sono usciti i caratteri peggiori e la gente sembra tutta impazzita.

Sono sempre stata una guerriera che non si è mai arresa alle prime difficoltà della vita, ho lottato con amore anche quando mi avevano sferrato l’ultimo colpo di odio. Ma il silenzio forse, sarebbe stata l’unica mossa buona che dovevo fare davanti a tanta rabbia. Lasciare andare quello che non esisteva più da tempo ma che era diventato negativo è una cosa molto difficile da affrontare invece quando hai ancora amore dentro. Perché ho sempre cercato di vedere il bello e il buono nelle persone, anche se di bello non c’era proprio niente. Avere qualcuno su cui contare e fidarsi è molto raro al giorno d’oggi… e trovare chi veramente ci tiene a te è rarissimo. Soprattutto trovare chi darebbe la propria vita per il prossimo con atti d’amore puri è quasi impossibile. Non tutti hanno la fortuna di avere qualcuno con cui sfogarsi e il grosso sbaglio che facciamo è chiuderci nel nostro guscio, nella nostra area di sicurezza, perché la nostra testa ci dice questo, quando per le ennesime delusioni non crediamo più a nessuno. Tralasciamo amici, famiglia, conoscenti. Trascuriamo pure noi stessi sentendoci in errore. Come se non esistesse più niente in noi, come se mille sacrifici, parole, gesti, fossero nulli del tutto. Ma fermiamoci un attimo a pensare a chi siamo veramente e cosa possiamo trarre dagli sbagli, dagli errori, ma anche dalle situazioni positive delle nostre personali vite. Pensiamo a chi abbiamo incontrato nel nostro percorso, a chi rimane accanto a noi nonostante tutto, a chi ha voluto perderci, ferirci, farci del male senza pietà dopo avergli dato il meglio di noi, a chi ci odia senza avergli fatto qualcosa di serio e grave, a chi ha scaricato su di noi le colpe dei suoi malesseri. Non si pensa mai al bene che si è ricevuto e a come ci si sente nel ricevere tutto quello che non si ha avuto per anni. Personalmente mi sarebbe piaciuto rimanere in pace con tutti in questa vita terrena, ma a volte non siamo noi a decidere. Ma chi non ha valori e fa del male va lasciato lì.

Ognuno di noi ha un percorso, fa delle scelte, ed è il modo in cui le fa che ci rende signori/e… Nessuno è perfetto, lo sappiamo bene. Ma sono l’educazione e il rispetto che fanno di noi persone migliori. Questo lo si impara nel tempo. Pagando colpe e conseguenze a volte anche ingiuste. Ma onesti e sinceri si nasce. E nel bene e nel male bisognerebbe dire sempre la verità. Ferire è una scelta, umiliare è una scelta, subire è una scelta. Per rabbia si possono dire e fare tante cose brutte e solo con le esperienze e il tempo si cresce e si cerca di essere persone diverse. Ho imparato che è meglio avere mille imperfezioni che essere perfetti, perché è dalle imperfezioni che si forma il carattere e il cuore. Lo stesso cuore che regaliamo a chi pensavamo fosse la nostra felicità e fosse sincero con noi. Senza soffermarci sul fatto che noi siamo l’amore di noi stessi. Tante volte pensiamo che questa pandemia non ci darà un futuro, ma non pensiamo mai che oggi siamo qui, con i nostri sogni, con le nostre speranze, con le persone che abbiamo accanto e farebbero di tutto per noi. Con le persone che aspettano da lontano dietro una finestra quel qualcosa che non arriverà mai, con quelle madri o padri che non vedono i figli perché lontani. Chiamatele quelle persone a cui volete bene, chiedete scusa e dite mi dispiace a quelle che avete ferito, di vita ne abbiamo solo una, non siate orgogliosi ma persone mature. Il dopo è già tardi. Quando questa pandemia sparirà del tutto, si tireranno le somme. E molte persone si renderanno conto di aver perso il meglio per orgoglio, per cattiveria, per egoismo. Si renderanno conto dei loro sbagli. E poi? Cercherete chi ignorate adesso? Viviamo in un mondo dove una vita umana non conta più niente. Dove uno vale l’altro, senza dignità e valori.

Ieri ho partecipato ad una manifestazione per dire basta all’odio, a chi uccide 130 persone in mare solo perché c’è chi ha deciso così. Non è giusto. Non è assolutamente giusto. Basta mancare di rispetto al prossimo, basta ferire i deboli, basta violenze e cattiverie di qualsiasi tipo e genere. Nella vita si può sempre essere migliori di quello che si è stati o siamo. E io starò sempre dalla parte degli oppressi, dalla parte dei deboli, dalla parte di chi non ha più voce per chiedere aiuto, per tutte quelle persone che muoiono ogni giorno per l’odio e la rabbia di pazzi psicopatici e fanatici. Ognuno di noi ha delle lotte dentro con cui combatte. E bisognerebbe essere sempre gentili. Ma rovinare la vita del prossimo è anche questa una scelta per non essere mai stati coerenti. Il non accettarsi o essere accettati non è una scusa per scaricare tutti i problemi e malesseri sulle persone che abbiamo vicino. Esiste un perdono. Una pietra sopra. Un ricordare i momenti belli. E non sono i soldi, non sono i divertimenti, ma è il rispetto che rende una persona speciale, è l’umiltà che rende una persona bella. E per quanto uno possa odiarmi, io resterò sempre dalla parte dell’amore e della guarigione del cuore e dell’anima. Perché tutti abbiamo il male e il bene, basta solo accendere la luce e scegliere da che parte stare.

Io, sto dalla parte di chi si emoziona ancora. Dalla parte di chi sogna un mondo fatto di gentilezza e amore. Dalla parte di chi vorrebbe una carezza e un abbraccio e non un muro o un filo spinato. Dalla parte di chi lotta ogni giorno per i propri diritti. Dalla parte di chi fa resistenza. Dalla parte di quel popolo che viene classificato inferiore solo perché ha idee diverse. Dalla parte di chi non ha un corpo perfetto, dalla parte di chi ha la pelle di colore diverso. Dalla parte di chi, alla fine dei conti è sempre stato solo se stesso. Perché al di là di tutto, la vita è sorprendente. Sto dalla parte di chi ha l’anima in pace e si innamorerà di nuovo della vita e delle persone. Un giorno sarà migliore di adesso. E io vi auguro sempre di migliorarvi. Perché proprio io ero quella che dava forza a chi non ne aveva. E prima o poi troveremo tutti la forza per ricominciare ad essere felici come non mai. I romantici guerrieri non si arrendono così facilmente. Io sto dalla parte di chi non smette di credere nei sogni. 🤟 Nonostante tutto, diamolo un senso a noi stessi.

Francesca Di Marco

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Ambiente: tema centrale della 2° mobilità del Progetto CEB

Ambiente: tema centrale della 2° mobilità del Progetto CEB

Nonostante da più di un anno lottiamo con un nemico tanto invisibile, quanto insopportabile, i progetti di Uniamoci Onlus non si fermano, seppur svolti in modalità virtuale. Dal 22 al 26 Marzo 2021, si è svolta la seconda mobilità (in modalità online) del Progetto Erasmus+ Collaborative Economy without Barriers – CEB. Partecipano alla mobilità 4 adulti con disabilità e due persone d’accompagnamento per ogni organizzazione partner.

Il tema centrale trattato durante le cinque giornate di incontri online è la protezione ambientale, sono stati pertanto affrontati i seguenti argomenti: inquinamento atmosferico, efficienza energetica, fonti di energia, trasporti sostenibili e rifiuti. Le giornate sono state strutturate in due fasi: una fase teorica che grazie a presentazioni e discussioni di gruppo ha permesso di conoscere e approfondire la tematica del giorno nonché condividere la situazione relativa alle condizioni vissute nel proprio paese, ed una seconda fase pratica che ha visto i partecipanti costruire un modello 3D di città ecosostenibile applicando le conoscenze apprese nella fase teorica.  Nonostante la distanza che ovviamente non ha permesso lo svolgimento delle attività per come siamo sempre stati abituati, la mobilità virtuale si è svolta senza particolari problemi e durante le 5 giornate si è comunque creata un’atmosfera gioiosa e conviviale anche se davanti ad uno schermo. Per ogni argomento trattato, come già accennato, vi è stata una fase di approfondimento della tematica tramite dibattiti molto interessanti in cui tutti davano la propria opinione. Nella prova pratica con tutto il gruppo, ha destato molto interesse la parte relativa alla costruzione di pannelli solari con, tra le altre cose, l’utilizzo di molta colla, e la sezione della raccolta differenziata, argomento sul quale non tutti erano ferrati, ma comunque curiosi di imparare. Per quanto riguarda la parte teorica l’argomento su come risparmiare energia, è stato quello maggiormente dibattuto, coscienti tra l’altro che quasi nessuno rispettava le regole a riguardo; infatti ci guardavamo tutti un po’ colpevoli. Detto questo, nonostante la modalità online, è stata comunque una bella mobilità, con temi importanti e interessanti da approfondire e, alla fine di tutto, abbiamo terminato la nostra fantastica città green in 3D. I Paesi partecipanti sono stati Italia, Germania, Macedonia, Portogallo e Romania.

Collaborative Economy without Barriers – CEB è un partenariato strategico per lo scambio di buone prassi della durata di 3 anni che coinvolge 5 organizzazioni – Associazione Uniamoci Onlus (Italia), Diakonisches Werk Bremen e.V. (Germania), CENTRO SOCIAL E PAROQUIAL SANTOS MARTIRES (Portogallo), Fundatia Crestina Diakonia Filiala Sfantu Gheorghe (Romania), Association for sustainable development and environmental protection GO GREEN Skopje (Macedonia)Progetto cofinanziato dal Programma Erasmus+ dell’Unione europea.

Vincenzo Scalavino

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Far relazionare i bambini con la diversità per arginare i pregiudizi

Far relazionare i bambini con la diversità per arginare i pregiudizi

L’ex Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti ha affermato che “Il futuro della nostra società dipende dalla qualità dell’educazione. A scuola si crea comunità, si impara fin da piccoli… ad avere le proprie opinioni.” Del resto i messaggi trasmessi ai bambini possono, per loro tramite, raggiungere le famiglie e così avere impatto, non solo sulla società futura ma anche su quella attuale. Questo è il pensiero che guida le attività di sensibilizzazione sociale di Uniamoci Onlus rivolte ai bambini.

Da alcuni anni, invitata a partecipare alla annuale Festa dell’Europa con la proposizione di attività per coinvolgere i bambini, ha cercato di responsabilizzare i propri utenti con disabilità a svolgere il ruolo di animatori, supportando lo staff nella presentazione delle attività dell’Associazione e nella conduzione dei giochi. L’attenzione e la partecipazione attiva dei piccoli ci hanno stimolato a fare di più: organizzare workshop di educazione non formale per i bambini direttamente a scuola, utilizzando lo stesso principio, ovvero quello di preparare gli utenti con disabilità ad assumere il ruolo di animatori o addirittura di educatori che collaborano con altri educatori. Dopo il primo workshop a scuola sono rimasta piacevolmente sorpresa per il fatto che nessuno dei bambini, era una classe seconda della scuola primaria, avesse fatto domande o osservazioni sul gruppo di educatori che li ha guidati in un’attività di riciclo creativo: due ragazze in sedia a rotelle, un ragazzo con la sindrome di Down, una tirocinante polacca e un’educatrice palermitana. I bambini chiamavano “maestre” le due ragazze in sedia a rotelle e chiedevano loro aiuto, non mostrando alcun atteggiamento discriminante.

Altro bellissimo esempio di questa assoluta normalità dei bambini nel relazionarsi con adulti con disabilità, è stata in occasione di un workshop in cui abbiamo guidato i bambini alla scoperta di un giardino sensoriale: in quell’occasione un’educatrice guidava i piccoli alla scoperta dei 5 sensi lungo un percorso nel giardino della scuola ed un giovane con la sindrome di Down aveva il compito di riaccompagnare ciascun bambino dalle maestre e i compagni al termine del percorso. Vedere i bambini affidarsi al loro accompagnatore, che con spavalderia e tenendoli per mano li portava a destinazione, è stata un’altra importante dimostrazione del fatto che le situazioni presentate con naturalezza non lasciano emergere i pregiudizi.

Assodato questo aspetto, siamo andati oltre! Abbiamo portato ai bambini una principessa con la barba, con tanto di unicorni, arcobaleno e palloncini, che gli ha letto loro 2 belle storie sulla parità di genere. Anche qui nessuna premessa e nessun accenno alla diversità da parte degli organizzatori, solo una principess* gentile che ha coinvolto i bambini. Durante lo spazio dell’evento dedicato alle domande dei bambini, contrariamente alle preoccupazioni e aspettative di molti membri dello staff, i bambini prendevano la parola solo per dire “Principessa sei bellissima” e “Ti voglio bene”.

In tutte e tre le situazioni la diversità era evidente, ma chi ha condotto le attività ha sempre posto l’accento sul processo, sull’attività in sè, piuttosto che sulla diversità e, di fatto, la diversità, certamente notata, non ha però determinato alcun atteggiamento discriminante, neppure attraverso domande volte ad indagare la natura di quella diversità percepita.

Tale reazione dei bambini non dipende, come ci si potrebbe aspettare, dalla loro condizione socio-economica e culturale, ma è semplicemente una reazione naturale alla situazione nella quale sono stati coinvolti: ci siamo infatti rivolti alla scuola Orestano di Brancaccio che ha accettato con coraggio e disponibilità di partecipare alla nostra sfida per l’inclusione.

I bambini assorbono tutto ciò che accade nel loro ambiente, mezzi di comunicazione e gruppo dei pari compresi, ed è innegabile che questo abbia delle ricadute sui loro pensieri, atteggiamenti e comportamenti. Per evitare che crescano rafforzando i loro pregiudizi, proponiamo l’utilizzo della relazione e la conoscenza diretta della diversità, piuttosto che il semplice parlare di diversità (di qualsiasi natura essa sia), quale strumento efficace capace di agire sul livello emotivo e non soltanto su quello cognitivo e di produrre naturali atteggiamenti di tolleranza e non discriminazione.

Eleonora Di Liberto

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Emozioni dell’anima

Emozioni dell’anima

Come non rendersi conto di quante belle emozioni e momenti perdiamo dietro il rincorrere la vita imposta dal sistema, lavorare e pagare, lavorare e pagare, dolore al petto ma non mi posso fermare, devo tornare a lavorare per pagare.
Il sistema sta desertificando la nostra anima, all’ordine del giorno solo momenti equivalenti e ripetitivi che ci travolgono, come un fiume in piena, senza permetterci di reagire.
Replicando ciò che abbiamo già compiuto più e più volte, come degli automi, senza nemmeno accorgerci o essere consapevoli di quello che facciamo, non capendo che a tutto c’è una causalità, cioè un rapporto di causa ed effetto tra due cose, perchè infittendo il continuo, schematico e sistematico rapporto con il sistema, che ormai domina e ingloba tutta la società civile, non ci siamo accorti, presi dalla vita quotidiana, che piano piano, abbiamo abbandonato e rinunciato a ciò che ci rende UMANI, a ciò che rende la vita degna d’essere vissuta. Abbiamo svilito anche il rapporto con il prossimo, allontanandoci da ciò che la natura umana meglio riesce ad esprimere, l’amore.
Troppe vite finiscono, in modo naturale o innaturale, senza aver realmente tratto e assorbito dalla fonte della vita, sia esterna che interna, nient’altro che momenti passivi, inutili e nocivi a noi stessi e al mondo che ci circonda, lamentando uno stato perenne vegetativo o di lamentela non costruttiva fine a se stessa, provocando irritazione a chi invece della propria vita ne fa un irrequieto e inarrestabile totem di momenti vivi e indimenticabili, anche nelle piccole cose, come una passeggiata in spiaggia o la vista di un tramonto, perché soltanto chi conosce l’importanza del dono della vita potrà assaporare il frutto dell’immortalità, non intesa come vita eterna del proprio corpo, ma come pienezza e consapevolezza del proprio spirito, perché muore ciò che non viene nutrito, ma se coltivi la tua anima con ciò che ti fa sentire vivo essa vivrà per sempre. Con questo non voglio dire che bisogna a tutti i costi fare qualcosa di eccezionale per sentirsi vivi, basta soltanto far aumentare e allenare il nostro stato di coscienza e consapevolezza, tramite la cultura, la conoscenza, la spiritualità, solo così si possono non soltanto equivalere e allineare quei valori che distinguono noi, diciamo così il popolo, da chi ci comanda, ma addirittura possiamo permetterci di essere noi stessi fruitori del nostro destino e non soltanto passivi spettatori.
Anche Gesù nel Vangelo secondo Tommaso, esprime questo parere, la fonte della vita è la conoscenza, di se stessi e di quello che ci circonda, bisogna imparare la cultura delle emozioni, del non aver paura di esporsi al mondo per quello che si è, per i propri pensieri, parole o azioni che siano, quante persone hanno paura addirittura di scambiarsi uno sguardo, un sorriso o un abbraccio, paura del non essere ricambiati, del non essere accettati, ma la paura affonda e spegne i nostri sogni e le nostre emozioni, troppo spesso c’è una distanza abissale tra quello che vorremmo fare e dire e quello che poi in realtà facciamo e diciamo, tutto ciò porta ad una estraneità da noi stessi, per questo molti hanno come un vuoto dentro perché soffocano l’anima, la costringono in un angolino, la imbavagliano, ma lei è viva e tenta di districarsi da questi preconcetti e muri invalicabili che ci costruiamo.
Ricordiamoci che la nostra anima si nutre di emozioni e senza di esse si spegne e alla fine muore.
Allora respiriamo, mangiamo, beviamo, parliamo, camminiamo, viaggiamo, facciamo l’amore, leggiamo, sognamo, con consapevolezza, assaporando il presente, vivendo l’adesso.

Ovviamente ciò non significa fregarsene del futuro, esso ha un’importanza vitale, ma se non vivi bene il presente non potrai mai donare al futuro un qualcosa di bello e positivo. Ognuno di noi ha un potere unico, quello di incidere sulla realtà, bisogna cercare d’avere una visione non soltanto ristretta alla propria proprietà privata, non solo personale e locale, ma anche globale, capendo che casa nostra non è solo la città in cui viviamo, ma è tutto il pianeta, abbattendo quelle che sono le barriere geografiche, economiche, religiose, sociali, politiche, sessuali, perché dobbiamo essere consapevoli che le azioni che quotidianamente facciamo si ripercuotono non solo sulla nostra casa, nella nostra vita o nella nostra città o regione, ma si espandono in tutto il mondo ripercuotendosi anche sulla vita degli altri, sia che siano azioni positive o negative, siamo noi che rendiamo il mondo bello o brutto, grazie al cielo ognuno può usufruire del libero arbitrio (sempre limitato a ciò che ci permette di fare il sistema), ovvero la possibilità di prendere liberamente delle decisioni.
Spesso non ce ne rendiamo conto ma siamo i carcerieri di noi stessi, noi siamo la gabbia ma anche la chiave, dobbiamo solo scegliere cosa essere.
E’ frustrante (almeno per me, ma cambia a seconda dell’osservatore) vedere questa enorme quantità di esseri umani con delle grandissime potenzialità cosi impegnati per sopravvivere e non per vivere veramente la propria vita nella più totale pienezza.
E’ arrivato il momento di dire basta, di svegliarsi dal sonno profondo, dall’ipnosi creata dal sistema, è arrivata l’ora di spezzare le catene invisibili e di prendere in mano la vostra vita, di realizzare i vostri sogni senza paura. La nostra anima ha bisogno di emozioni, di speranze, di visioni di mondi nuovi, direbbe Fabrizio De Andrè:

“Non più ottico ma spacciatore di lenti
Per improvvisare occhi contenti
Perché le pupille abituate a copiare
Inventino i mondi sui quali guardare
Seguite con me questi occhi sognare
Fuggire dall’orbita e non voler ritornare”.

Simone Cecchini

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Governo di emergenza

Governo di emergenza

Il 13 febbraio 2021 nasce il nuovo Governo presieduto dall’ex presidente della BCE Mario Draghi. Esecutivo nato a seguito della caduta del Governo Conte II per l’uscita dalla maggioranza della componente di Italia Viva di Matteo Renzi, è un governo tecnico-politico di 23 ministri (di cui 15 politici e 8 tecnici, con 7 conferme rispetto alla compagine precedente, che poggia su una larghissima base parlamentare, che comprende pressoché tutti i partiti, con l’esclusione di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, la quale ha annunciato un’opposizione responsabile e patriottica e il voto favorevole su singoli provvedimenti che riterrà utili, più alcuni dissidenti Cinquestelle che saranno espulsi dal partito, più due esponenti di LEU, il più famoso dei quali è Nicola Fratoianni, leader di Sinistra  Italiana. Nato in realtà da una rottura pretestuosa, quella di Renzi, ha come obiettivi quelli di completare la campagna vaccinale anti-covid già avviata e spendere in maniera efficiente i fondi europei ottenuti dal precedente  governo, completando la riscrittura della bozza del recovery plan, per presentarne la versione definitiva entro la scadenza prefissata con l’europa di fine aprile. Non lo definirei il governo dei migliori, ma semplicemente un governo di unità nazionale per affrontare al meglio la fase emergenziale, nell’attesa che all’inizio del prossimo anno, venga eletto il prossimo Capo dello Stato, che potrebbe essere proprio Mario Draghi. Sarà sicuramente un governo ambientalista, visto il nuovo ministero per la transizione ecologica, voluto dai grillini, ma allo stesso tempo atlantista e ancorato all’euro, definito scelta irreversibile.

Vincenzo Dolce

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Ai petrolati preferisco il burro di karitè

Ai petrolati preferisco il burro di karitè

Avete mai letto gli ingredienti scritti sull’etichetta del flacone in plastica del bagnoschiuma? Sono scritti piccini e poco leggibili, sembra vogliano nascondersi. Se siete caparbi e volete sapere cosa c’è dentro quella bottiglia e di cosa è fatto quel prodotto profumato, allora cercherete comunque di leggere e vi accorgerete che le parole “amiche”, quelle di cui conoscete davvero il significato, sono poche, così come ciò che di naturale c’è dentro quella bottiglia.

Ci si abitua facilmente ad utilizzare prodotti fatti con non so cosa, quel non so cosa che non sappiamo se in realtà ci piace davvero e che però siamo anche disposti, quando si tratta di prodotti alimentari, addirittura a mangiare. “Leggi le etichette dei prodotti, se ci sono più di tre ingredienti che non conosci, non comprarli!” Mi dissero questa frase e non la scordai più (cominciai di conseguenza ad avere difficoltà nel fare la spesa).

Ho sostituito il bagnoschiuma con le saponette, a dirla tutta molti bagnoschiuma industriali erano troppo aggressivi per la mia pelle, mentre la saponetta è perfetta: pochi ingredienti e sinceri. Quanto più sinceri sono poi se le saponette puoi fartele da te! Questo l’ho imparato durante il laboratorio di creazione di saponette naturali che coinvolge persone disabili, volontari ed educatori presso l’Associazione Uniamoci Onlus, si tratta di un laboratorio legato al Progetto Sviluppare occupabilità con l’artigianato sostenibile – SOCAS, realizzato dall’Associazione Uniamoci Onlus e finanziato con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese. Il Progetto stimola in generale ad assumere e diffondere comportamenti attenti all’ambiente come la pratica del riciclo creativo ed il fatto a mano, oltre a stimolare la comunità ad assumere atteggiamenti più inclusivi. Tornando alle saponette, vi parlavo di ingredienti sinceri, le saponette artigianali create durante il laboratorio utilizzano infatti come ingredienti principali i grassi naturali e vegetali: burro di karitè, burro di cocco e olio d’oliva. Per la profumazione si utilizzano gli oli essenziali ma sperimentare nuove fragranze regala più soddisfazione: mischiare agli ingredienti scorze d’arancia (essiccate) e cannella è stata infatti un’ottima trovata! Creare apporta benessere. La “pratica” di realizzare saponette sta coinvolgendo positivamente tutti coloro che partecipano al laboratorio, sembra appunto una pratica sensoriale che riavvicina ad ingredienti genuini,  ad annusare aromi che si mescolano alle fragranze dei fiori essiccati, a fare con le proprie mani per poi attendere e sorprendersi al momento di sformare le saponette dagli stampi. A parte essere delicate, naturali e fatte a mano, le saponette del laboratorio saranno confezionate con carta riciclata. All’industriale preferiamo il naturale.

Martina Di Liberto

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Emozioni o abitudini? Che tipo sei?

Emozioni o abitudini? Che tipo sei?
Ci sono delle volte in cui sento il bisogno di scrivere.
Non lo faccio perché voglio che qualcuno legga necessariamente quel che ho da dire ma perché per me è una valvola di sfogo.
Tenere tutto dentro è troppo pesante per una persona sola, qualche volta, metterlo su carta significa invece lasciare un segno e dare la possibilità agli altri di ritrovare se stessi anche in quelle poche righe.
Non condanno chi segue gli schemi rappresentando in toto una vita stereotipata perché ognuno segue ciò che sente, c’è chi è mosso da un grandissimo senso del dovere e chi si sente sempre bambino.
Non esiste un giusto o sbagliato modo di essere o percorso da seguire perché la differenza è ricchezza però, oggi, volevo farvi una domanda: qual’è il ruolo delle emozioni nelle vostre vite? Siete ancora in grado di provarne?
Quando parlo di emozioni io parlo di emozioni vere, parlo di tanti piccoli istanti speciali che sono in grado di lasciarci delle sensazioni inspiegabili che sono destinate ad accompagnarci per l’eternità. Eppure oggi si può parlare di eternità? In realtà no! E allora perché ci limitiamo ad esistere e a vivere prigionieri e schiavi dell’abitudine? Forse perché abbiamo paura. Ad oggi è comprensibile avere paura perché l’incertezza è l’outfit più comune e comodo delle nostre giornate, ma siamo sicuri di voler continuare per tutto il tempo che ci è concesso ad esistere? Perché se abbiamo paura di vivere stiamo solamente esistendo e quindi questo vuol dire che stiamo solo sprecando il dono più prezioso che ci è stato regalato. Una riunione, un progetto, una festa, una furiosa litigata al telefono, un bacio appassionato sotto la pioggia, tutto fa parte del pacchetto ma non è importante cosa si scelga di fare, piuttosto è fondamentale avere il coraggio di fermarsi e chiedersi: <<Sono davvero felice? Vorrei essere in un altro posto in questo  momento? O farei volentieri altro>>. E non è vero quando ci dicono che non abbiamo altre possibilità, esistono sempre delle seconde scelte, esistono sempre tante vie per realizzare i nostri sogni ma una sola vita.
Ecco perché prima di amare qualcun’altro devi prima amare follemente te stesso e non in modo narcisistico ma perché ti devi rispettare in primis come individuo e poi capire quali sono tutte le cose che puoi donare per arricchire altri esseri umani.
Ecco perché devi capire che il mondo non ha bisogno di te e che sei tu a doverti creare un posto nel mondo.
Ecco perché se gridi o piangi nessuno ci fa caso ma se scoppi a ridere senza motivo saranno tutti lì pronti a fissarti ed invidiarti.
Ecco perché sei bello ma allo stesso tempo tanto fragile ed ecco perché soprattutto sei libero.
Hai il potere di sognare, hai il potere di essere chi vuoi essere non perdendo mai te stesso o la strada di casa.
HAI IL POTERE DI VIVERE.

Dorotea Sarrica

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Aung San Suu Kyi, un personaggio controverso

Aung San Suu Kyi, un personaggio controverso

Il Premio Nobel per la Pace, Aung San Suu Kyi è stata arrestata dall’esercito birmano, che ha preso il potere con un golpe “legale”, dichiarando lo stato di emergenza per un anno in attesa di libere elezioni, citando arbitrariamente due articoli della Costituzione, accusandola di brogli elettorali e adducendo a motivo anche l’attuale situazione di pandemia. Punto di riferimento per molti anni del mondo occidentale, la Premio Nobel, che fu già incarcerata dal 1995 al 2011, si è rivelata essere in realtà un personaggio controverso. Pur avendo vinto a mani basse le recenti elezioni, con il 68 per cento dei voti, per la sua Lega Nazionale per la Democrazia, battendo il partito rivale dell’Unione per la Solidarietà e lo Sviluppo, negli ultimi anni è stata aspramente criticata dalla Comunità Internazionale, per non aver mosso un dito per impedire il genocidio della minoranza mussulmana dei Rohingya, arrivando addirittura alla sua negazione davanti al Tribunale Internazionale dell’Aja per i crimini contro l’umanità, impedendo tra l’altro loro di partecipare alla vita politica del Paese e infine anche a queste ultime elezioni. Il Paese, chiamato anche Myanmar si è reso indipendente dalla Gran Bretagna nel ’47,  quando il padre dell’attuale premio nobel fu ucciso, con altri 7 membri del suo neonato governo di pacificazione.
Da allora è sempre stata una sanguinaria dittatura, caratterizzata da vari conflitti etnici, e con una concentrazione di gran parte dei poteri nelle mani dell’esercito. Viene da chiedersi: Aung San Suu Kyi, che ha chiesto al popolo di ribellarsi al golpe, tornerà adesso ad essere un punto di riferimento, o verrà abbandonata al suo destino dalle democrazie occidentali? Propenderei per la prima ipotesi, viste le condanne generalizzate, a partire da quella del segretario generale dell’ONU Guterres. Chi vivrà vedrà.

Vincenzo Dolce

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Disabile In…Forma si aggiorna

Disabile In…Forma si aggiorna

Dopo ben 85 numeri, senza contare le edizioni straordinarie, il Periodico Disabile In…Forma si trasforma con l’intento di raggiungere più facilmente ed allargare l’affezionato pubblico di lettori ed anche di autori. Disabile In…Forma oltre a diffondere news di vario genere, ha da sempre come priorità quella di dare voce ad opinioni, storie ed esperienze stimolando alla condivisione e alla libertà d’espressione. A scrivere gli articoli sono infatti autori operativi per il Periodico fin dai suoi esordi, ma anche gente che semplicemente ha qualcosa da raccontare e che ama la scrittura. Cambia l’aspetto ma la natura di Disabile In…Forma resta invariata: divulgare notizie, diffondere informazione ed esperienze offrendosi come spazio volto a favorire comunicazione ed espressione personale.

Vincenzo Dolce è il Direttore del Periodico mentre io sono stata finora responsabile di grafica e impaginazione. Grafica a cui tutti nel tempo ci siamo affezionati, i lettori più appassionati collezionano i vari numeri del Periodico che usciva con cadenza bimestrale. Il Periodico cartaceo (che condividevamo online in formato pdf ed immagine) era una gioia da sfogliare. Abbiamo dovuto riconoscere però che aveva anche dei limiti mentre pubblicare gli articoli direttamente online ha il vantaggio di poter ingrandire il testo e facilitare la lettura, permette di raggiungere lettori lontani, ci permette di essere più green e risparmiare carta e inoltre facilita la condivisione delle informazioni. Così abbiamo deciso di dare una svolta!

Disabile In…Forma si evolve nel Blog dedicato all’informazione, uno spazio online per la divulgazione di notizie, condivisione di opinioni ed esperienze.

Potrete leggere gli articoli direttamente dal Blog sul sito di Uniamoci Onlus o sulla pagina Facebook Disabile In/Forma. Se volete essere anche voi autori degli articoli del blog inviate una email a vincydolce@gmail.com.

Siamo in fase di costruzione ed altre novità si aggiungeranno in corso d’opera ma non voglio anticipare altro, lo scoprirete seguendoci 😉

Martina Di Liberto

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Radio Senza Barriere sempre con voi

Radio Senza Barriere sempre con voi

Un nuovo anno è già cominciato e finalmente possiamo dire di esserci lasciati alle spalle questo 2020 che ha fatto tanto tribolare tutti noi. Le attività di Uniamoci Onlus sono riprese, ovviamente sempre nel rispetto delle norme di sicurezza, così come anche la nostra Radio Senza Barriere, che anche in questo 2021 vi farà tanta compagnia.

Alla conduzione siamo sempre Vincenzo Scalavino ed io, Maria Giulia Spinoso. Entrambi, ogni settimana, lavoriamo duramente per cercare tutte quelle news che riteniamo importanti, interessanti ed anche un po’ curiose e divertenti, per informarvi, innanzitutto, su quello che succede in Italia e nel mondo, ma anche per divertirci insieme e passare una mezz’ora in nostra compagnia. Ovviamente poi tutte queste news sono rese più semplici anche per chi ha qualche difficoltà in più nella comprensione, nelle puntate in linguaggio facile, proprio perché ci teniamo che tutti, ma proprio tutti, possano godere della nostra compagnia e contemporaneamente continuare a restare aggiornati.

Ma adesso vi starete chiedendo: “Dove possiamo seguire le puntate? Quando?” Ovviamente siamo sempre in live sulla nostra pagina Facebook “Radio Senza Barriere” e poi anche sul nostro canale YouTube Radio Senza Barriere2, dove potrete trovare anche le puntate precedenti, nel caso ve le foste perse. Ogni giovedì pomeriggio alle 16.30 potrete collegarvi per seguirci e commentare insieme a noi, saremo ben contenti e felici di poter allietare le vostre giornate in questo periodo così difficile per tutti noi. Il bello della nostra radio è proprio questo, che nonostante tutto siamo riusciti, in tutti questi anni, e riusciamo sempre a rimanere in contatto con voi spettatori, anche se a distanza.

Non mi resta altro che darvi appuntamento alla prossima puntata di Radio Senza Barriere, io e Vincenzo Scalavino vi attendiamo numerosi per passare un pomeriggio piacevole e divertente tutti insieme.

Maria Giulia Spinoso

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