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Campagna vaccinale anti-covid 19: una sfida epocale

Campagna vaccinale anti-covid 19: una sfida epocale

Campagna vaccinale anti-covid 19: una sfida epocale

Il 27 Dicembre scorso è iniziata pressoché in tutto il continente europeo, la campagna vaccinale contro il covid 19, che nel corso dell’anno appena iniziato dovrebbe pian piano portarci fuori dall’attuale fase pandemica, dopo un 2020 molto difficile sia dal punto di vista sanitario che socio-economico. La campagna vaccinale appena avviata rappresenta per la maggior parte di noi un barlume di speranza, ma richiede un impegno epocale delle istituzioni e di tutti i livelli di governo. E’ importante che in questa prima delicata fase, il rifornimento delle dosi sia centralizzato, attraverso la struttura commissariale e con l’aiuto dell’esercito nei punti di distribuzione a livello regionale. Adesso anche regioni che avevano accumulato ritardi nell’implementazione della campagna, come la Lombardia sembra stiano recuperando. I primi ad essere vaccinati rientrano perlopiù nelle categorie dei medici e degli operatori sanitari, nonchè dei dipendenti e degli ospiti delle cosiddette RSA, residenze sanitarie assistite. A seguire nel mese di Marzo le altre categorie a rischio come ultraottantenni e disabili gravi con i loro assistenti, rifacendosi sia alle linee guida dettate dal commissario all’emergenza Domenico Arcuri, che alla proposta del nostro assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza. A seguire dovrebbero essere vaccinati ad Aprile i dipendenti pubblici dei servizi essenziali come forze dell’ordine e insegnanti, e poi, da Maggio, tutta la popolazione che lo vorrà in ordine decrescente di età. Si conta di vaccinare entro l’autunno  38 milioni di italiani e raggiungere attorno alla prima metà di ottobre, la cosiddetta immunità di gregge. Purtroppo un rallentamento dei tempi previsti è stato dovuto ai ritardi nella distribuzione di Pfizer e Astra Zeneca. Nelle scorse settimane, l’unico vaccino a disposizione era quello della società belga Pfizer, che ha richiesto il congelamento in una catena del freddo estremo a -70,-80°, nonchè una procedura di inoculazione più lunga. Ma adesso c’è anche quello americano di Moderna e, da fine gennaio anche quello italo-britannico di astra-zeneka, che a differenza degli altri è più economico, perchè può essere conservato in un normale frigorifero a -7,8° e pertanto verranno coinvolti nella sua somministrazione direttamente i medici di famiglia. In seguito ci saranno anche altri vaccini, tra cui da giugno, uno tutto italiano, che ci permetterà di essere meno dipendenti dagli altri paesi e che richiede la somministrazione di una sola dose anzichè due. Il risultato finale della campagna vaccinale, dipenderà da noi. Vaccinarsi è un atto d’amore e di rispetto per gli altri ed è un interesse della collettività.

Vincenzo Dolce

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